La libera parola. (Philadelphia, Pa.) 1918-1969, May 11, 1918, Image 1

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P!n!a., Pa.. Aprüe 27. 1918.
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Philadelphia, Pa.
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»incÄ ely youi s,
kxseutive gecretaiy ITALIAN WEEKLY NEWSPAPER
WITH THE LARGEST CIRCULATION
Published and distributed under permit No. 500 authorized by the act of October 6, 1917, on file
at the Post Oflice of Philadelphia, Pa., by order of (he President, A. S. Burleson, Postmaster (Jen. LA LIBERA PAROLA
I forti caratteri sono gli Dei
Supremi della Stori* Nazionale.
A. GIUSEPPE DI SILVESTRO, Direttore
906 Carpenter Street
"Entered as second-class matter Aprii 19, 1918, at the office
at I'hiladelphia, Pa„ under the Act of March 3, 1879".
ANNO I. - Numero 4.
LA GHiUSURA D[L3a PRESTITO
ì in Uu
CIFRSir? ONFORTANTI
I II terzo prestito della Libertà
si è chiuso sabato, quattro di
maggio, alla mezzanotte, e l'esito
di esso è stato quale doveva es
sere e quale tutti si aspettavano.
La somma richiesta dagli Stati
Uniti, per far fronte alle esigen
ze della guerra è stata trionfal
mente sorpassata e questa volta
le piccole offerte di 50 dollari so
no state innumerevoli. Hanno
sottoscritto oltre 18 milioni di
cittadini.
JP- Questa circostanza fa crollare
le ultime illusioni dei militaristi
tedeschi, i quali andavano blate
rando che il popolo di questa
grande Repubblica era contrario
alla guerra contro la Germania,
guerra, secondo loro, patrocina
ta soltanto da un esiguo numero
di industriali e miliardaria
!Ora che la gara si è chiusa e
sono note le cifre, gli italiani pos
sono ben cantare il peana del
trionfo, giacché si son messi
bravamente alla testa di tutti, e
Così facendo, hanno compiuto un
nobile dovere e si sono imposti
all'ammirazione degli Americani.
La nostra Colonia, a mo' di e
sempio, era stata quotata prima
che il prestito si aprisse uffjcial
mente, per due milioni e cinque
centomila dollari ; ma essa ha da
to quasi cinque milioni ! Poiché
non bisogna basare il calcolo sol
tanto sulle sottoscrizioni fatte
direttamente per il tramite del
Comitato Coloniale, ma occorre
tenere anche presente che i tre
quarti degli italiani di ambo i
sessi hanno sottoscritto nelle fat
torie, negli Uffici, nei Depart
ment Stores e i bambini nelle
Scuole Pubbliche.
! Nella Midwale, nella Reming
, ton.'ad Hog Island, alla Navy
Yard, nella fabbrica di cappelli
di Steetson, alla Victor Talking
Machine Co., ove lavorano schie
re innumerevoli di italiani, tutti
indistintamente hanno sotto
scritto al terzo prestito della Li
bertà, per un minimum di t'in
guanta dollari ciascuno e molti
per somme anche più rilevanti.
Be a questo esercito numeroso di
lavoratori si aggiungono anche
fflSjuei moltissimi che lavorano nei
fcepartment Stores, da Wanama
ker a Snellenburg, da Lit Bro
thers a Strawbridge & Clothier,
in tutte le shops governative di
sillabiti militari, non è esagerato af
l'Hfermare che, per lo meno, altri
tre milioni di dollari sono entra
ti nella Casse dello Stato per la
trafila dei diversi Comitati Ame
ricani.
fi Ed i Figli d'ltalia?
pf I Figli d'ltalia, anche questa
volta come per il passato, come
sempre, non potevano rimanere
Assenti, né giungere con ritardo,
e si son mostrati all'altezza del
le loro nobili e gentili tradizioni.
* La storia di questa generosa
falange che contiene pagine
grandiose di patriottismo, e di
I parità, si è arricchita di un aititi
capitolo.
Come non ricordare, in questi
Siomi di ansia, le benemerenze
ell'Ordine negli ultimi anni?
Quando un tremendo flagello,
, ; con furia devastatrice, rase al
§ suolo molte fiorenti cittadine del
la Marsica, i Figli d'ltalia, primi
0 tra i primi, inviarono vistosi
-.soccorsi ed i fondi necessari per
, la costruzione di un piccolo vil
j laggio intestato all'Ordine che
desse ricovero agli infelici rima
, ©ti senza tetto.
1 Più tardi scoppiò l'enorme
conflagrazione europea, e, dopo
dieci mesi di neutralità, scese in
Campo anche l'ltalia e da allora
HjyOrdine. con slancio ammirevole,
rispose a tutti gli appelli della
Patria; sottoscrisse con vi
stose somme, a tutti i pre
stiti nazionali ; fece continue con
| tribuzioni alla Croce Rossa ed
.joggi tutte le 170 logge di Penn-
Mpylvania sono socie perpetue di
messa; assieme con la Colonia di
I
LeSons ol 111 Militateli
EMETTERÀ' LA TERZA SERIE DI AZIONI
I Mercoledì, 15 Maggio, 1918- 7.30 p. m.
al 30. piano del Fabbricato della Banca Figli d'ltalia
N. E. Cor. 7th and Christian Streets
Il profitto avutosi nello scorso anno supera il 14 o|o
Incorporata per un milione di dollari
Filadelfia partecipò largamente
alla formazione della Borsa che.
in occasione della visita della
Missione, fu offerta al Principe
di Udine; elargì ultimamente,
con commovente spirito di fratel
lanza, oltre mezzo milione di lire
ai profughi delle province inva e
dal barbaro, e finalmente, dacché
dura la guerra, sta sussidiando le
famiglie di quei richiamati che 11
sposero all'appello della patria in
armi.
Poteva dunque una comunità
che vanta nel suo attivo tante
benemerenze, rimaner sorda a!
caldo invito di questa grande
patria di adozione ?
Nel 0.0 prestito della Libertà
i soli Figli d'ltalia di Philadel
phia, perchè quelli dei paesi di
Pennsylvania hanno sottoscritto
nei comitati locali, hanno dato
per più fii un milione di dollari,
poiché, come sopra abbiamo det
to, moltissimi, anzi i tre quarti
di essi han compiuto il loro do
vere nelle fattorie e nei Depart
ment Stores, ove lavorano a mi
gliaia. Del resto, per il tramite
della Grande Loggia di Pennsyl
vania pervennero al Comitato
$300.000 e questa è una novella
prova che l'Ordine ci offre della
sua serietà, della sua disciplina,
della sua grandezza; una gemma
che aggiunge alla sua ricca col
lezione.
■* * *
In una parola, tirate le somme,
tutti gli italiani d'America in ge
nerale, ma specialmente quelli
della Pennsylvania, possono an
dar superbi di ciò che han fatto
a pio' della patria di origine e
della patria di ado/.iòhe, lottanti
per gli stessi ideali, contro lo
stesso esecrato nemico.
Nella Contea di YVestmoreland
c di Lafayette, ove abbiamo as
sistito di persona alle ultime ma
nifestazioni per questo prestito, i
nostri connazionali hanno dato
una prova commovente e magni
fica di solidarietà, sottoscriven
dosi quasi il cento per cento.
Cosicché, dato il risultato che
abbiamo avuto, così lu inghiero
per noi, a qualcuno, anzi a molti
potrà esser sauibrato inopportu
no il nostro aivicolo della corsa
settimana, che aveva un'imps » s
ta ed una intonazione troppo pcs
imistica. Rispondiamo che era
vamo perfettamente sicuri che
l'esito sarebbe stato magnifico,
ma volemmo scrivere in quel sen
so per richiamare gli uomini al
l'adempimento del loro obbligo,
per scuotere dal letargo gli indif
ferenti e gli ignavi.
Il prestito è magnificamene
riuscito e noi siamo lieti di farne
la constatazione; ma ricordiamo
ci che questo non è che un primo
passo ed una prova di fiducia, e
non ancora siamo giunti al sa
crificio. Occorre servire la causa
della patria con ogni vigore; la
scelta dei mezzi è facile quando
vi è la decisione ferrea di riusci
re, la volontà che non vacilla, la
ostinata fermezza che non piega
davanti alle difficoltà." Ogni no
stro pensiero deve essere rivol
to ai combattenti. Sappiano essi,
dovunque sono, che noi attendia
mo tutto dal loro sacrificio in
quest'ora e che in questa fase
della guerra, in cui si lotta per
l'esistenza della patria, tutti i
sacrifici essi devono fare. Ma
sappiano pure che tutti i sacri
fici noi siamo pronti a fare per
essi e che, nelle ansie di oggi, non
dimentichiamo i doveri di domani
Soltanto così i popoli dell'lnte
sa potranno uscire vittoriosi dal
mortale conflitto.
La Libera Parola
* * *
UNA LETTERA 01 RINGRAZIAMENTO
del Comitato Centrale
Al Charman del Comitato ita
liano del terzo Liberty Loan,
Cav. Francesco Roma, è pervenu-
AVANTI SEMPRE, CON |_A FIACCOLA lINI PUGNO
ta una lettera del Comitato Cen
ti ale, con la quale, a nome del
l'On. Hans Rieg, Chief Foreign
Language Division, si ringrazia
no gli Italiani di questo Distret
to per la loro prova di patriotti
smo dimostrato in questa circo
stanza.
La pubblichiamo nel suo testo
inglese:
ORDINE FIGLI D'ITALIA IN AMERICA
Comunicazioni della Grande Loggia
DELLO STATO DI PENNSYLVANIA
PER IL TERZO
LIBERTY LOAN
Alla nazionalità italiana immi
grata in questa Colonia era stata
assegnata una rata di due milio
ni e mezzo di dollari da sottoscri
vere per il terzo Liberty loan.
Dalle notizie tino ad oggi perve
nute, risulta che gli italiani han
no raddoppiata la loro quota, rag
giungendo la cifra di cinque mi
lioni di dollari, e mettendosi così
al di sopra di tutte le altre na
zionalità qui immigrate.
A tale successo molto hanno
contribuito i soci delle Logge Fi
gli d'ltalia, sottoscrivendo sicu
ramente per la quinta parte di
1 ile .somma. Tutti quelli che lavo
rano - e sono la maggioranza -
nelle grandi fabbriche di muni
zioni e nei Department Stores,
sono stati obbligati ad acquistare
i bonds per mezzo delle Ditte dal
le quali dipendono, (ili altri, che
han fatto acquisto dei bonds a
mezzo dell'Ordine, han contri
buito - secondo le cifre che risul
tano al (Irande Concilio - con la
omnia di oltre trecentomila dol
lari.
Ed anche in questa prova i Fi
g i d'ltalia han saputo assolvere
il dovere ad essi indicato dalle
. Un ; i contingenze.
!T.U i PROFUGHI
OLI. VENETO
!>;• I Regio Console Cav. Poc-
C c.rdi -uno pervenute al Grande
• "ii< : abile Giusepp • Di Silvestro
le seguenti lettere, con cui si ac
eti a ricevuta di somme rimesse
(piale concorso dei Figli d'ltalia
di questo Stato a beneficio dei
profughi del Veneto:
Filila., Fa., 20 Aprile 1918.
"Preg.mo Sig. Di Silvestro,
"Con riferimento alla mia nota
del 2, aprile 11)18, N. 3376, ho il
pregio d'informarla che Sua Ec
cellenza il Regio Ambasciatore
in Washington, al quale feci a
suo tempo pervenire la somma di
$259.10, mi incarica ora di rin
novare ai dirigenti dell'Ordine
dei Figli d'ltalia l'espressione del
suo compiacimento per la costan
te generosità con la quale l'Ordi
ne stesso concorre al soccorso dei
profughi.
"Ali è grato cogliere l'occasio
ne per rinnovarle, pregiatissimo
Sig. Di Silvestro, gli atti della
mia più distinta considerazione.
"Il Regio Console
"GÌ POCCARDI".
Filila., Fa., 1.0 Maggio 1918.
"Preg.mo Sig. Di Silvestro,
"Ho il pregio di accusarle rice
vuta del check per la somma di
$739.12, inviatomi con sua nota
del 30 Aprile u. s., per contribu
zioni a benefìcio dei profughi del
Veneto delle Logge dell'Ordine
dei Figli d'ltalia indicate nella
lettera stessa.
"In pari data trasmetto la som
ma di $739,12 suddetta alla Re
gia Ambasciata in Washington,
che curerà di farla pervenire a
destinazione.
"Mi è grato intanto rinnovare
ancora una volta all'Ordine dei
Figli d'ltalia i miei vivissimi rin
graziamenti e l'espressione del
mio più alto compiacimento per
la continuata zelante opera di
soccorso da esso prestata in fa
vore delle vittime della invasione
nemica.
"Con i sensi della mia distinta
considerazione,
"Il Regio Console
"G. POCCARDI".
LA NOSTRA
SOTTOSCRIZIONE
Nella decorsa settimana sono
FHII.ADELPHIA, PA., 11 MAGGIO, 1918
pervenute al Grande Concilio le
seguenti offerte pei- associazione
alla Croce Rossa italiana ed a be
neficio dei profughi del Veneto:
Loggia Dottoressa Maria Mon
tessori N. 720, Associazione per
petua alla Croce Rossa Italia
na ... s 40.00
Loggia Francesco Cri
spi, N. 652, contribu
zione peri profughi
da Giov. Di Silvestro $ 25.00
$ 65.00
Somma precedente $33440.79
Totale al 6 maggio
1918. $33505,79
INIZIAZIONE Iìt.LLA
LOGGIA "DCNBAIi" N. 833.
La iniziazione di questa Log
gia ha avuto luogo in Connells
vilie, nella sala Mr.ddas, domeni
ca •"> corrente, nelle ore pomeri
diane.
Prima della iniziazione vi fu
un banchetto nella sala sotto
stante, in onore del Grande Ve
nerabile Giuseppe Di Silvestro,
d'l G: . .do Curatore Gennaro
iìiu ba i i, e degli invitati, com
pre o il Prof. ('. Pitocchi, d< ;i
--gr.alo qua'e Oratore ufficiale.
Al banchetto parteciparono i
rappresentanti delle due Logge
i locali, Conc ordia N. 1"> J e Fioren
ti! o N. 812. delle Logge di
1 niontown, la Mazzini N. 231 e
Già omo Leopardi N. 7<>(>, della
Vittorio Emanuele li N. 197 di
Fairchance, della Riscossa No.
8H di Masontown, della Vittoria
N. 731 di Brovvnsville, della A
lessandro Lamarmora N. 730 di
Layton, della Civiltà e Progres
o N. 643 di Scottdale, della A
merica N. 735 di Greensburg.
Servirono gentilmente a tavo
la le Signore e Signorine l'a
denti parte di una Società Catto
lica, e il Rev. l)e Vivo, come lo
lece in occasione della iniziazione
della Loggia Fiorentino, della
liliale è socio, diresse il .servizio.
Tolte le mense, si passò alla
sala superiore. La Signorina Ele
na Corrado, accompagnata al pia
no da Bcrnadetta Baret, in un
concerto improvvisato, esegui
delle canzoni patriottiche.
Presentati poscia dal fratello
Gaetano Corrado, parlarono il
Sindaco di Dunbar, Mr. Duncan,
il Post-master Mr. McGee e Mr.
Wm. Bromley. J1 Grarde Vene
rabile in ultimo con lusinghiere
parole presentò il Prof. C. Pitoc
chi, il quale parlò delle beneme
renze dell'Ordine, delle avversio
ni da esso subite nel periodo de!
suo sviluppo, dell'affermazione
degli italiani delle Contee West
moreland e Fayette, che hanno
battuto il record nella sottoscri
zione al terzo Liberty Loan. Do
po altre brevi pai-ole del Grande
Venerabile, allontanatisi gli ospi
ti, si procedette alia iniziazione
della Loggia.
La cerimonia fu diretta dal
Grande Venerabile con l'assisten
za del Grande Curatore Genna
io Barbarisi in qualità di Araldo.
Funzionò da madrina la Loggia
Giuseppe Mazzini N. 231 di
Uiontown.
Dopo la iniziazione dei fratelli,
col consueto cerimoniale furono
istallati i seguenti uffiicali:
Venerabile, Gaetano Corrado,
Ex Venerabile, Domenico Caru
so; Assistente Venerabile, Do
menico Ciamacco ; Segretario
Archivista Amedeo Finocchioli;
Segretario di Finanza, Roberto
Cianferro; Tesoriere, Raffaele
Tomaro ; Oratore, Bartolomeo
i Lizza J Curatori: Giuseppe Pado-
vini, Luigi (Jostabile, Arcangelo
Sfirri, Giuseppe Ricciardelli, Do
menico Ficca; Cerimonieri: Gae
tano Santostefano, Antonio De
Michelis; Sentinella interna, r at
eo Muscenti; Sentinella esterna,
Anascenzio Di Palma.
Finita la cerimonia, parlarono
il Venerabile e l'Oratore della
lieo Loggia, il Grande Curatore
Gennaro Barbatisi ; A. Plundo,
Oratore della Loggia America;
S. Albano, Venerabile della Log
gia Mazzini; R. Scalia, Venerabi
le della Loggia Leopardi ; A. Se
bene, Venerabile della Vittorio
Emanuele II; V. Pannunzio, Ve
nerabile della Riscossa; M. Ma
nieri della Civiltà e Progresso;
A. Leoni, Venerabile della Ales
sandro Lamarmora; Rev. De Vi
vo per la Fiorentino; Rev. Alba
nese di Scottdale; V. D'Amia,
organizzatore della lieo Loggia
G. Cesarone, venerabile della
Vittoria, ed in ultimo il Grandi*
Venerabile.
Tutti i discorsi furono viva
mente applauditi.
11 Grande Venerabile fu rice
vuto la mattina alla stazione dai
fratelli A. Schiavoni, A. Trovato
li e R. De Angelis, e fu trattenu
to a colazione a casa di quest'ul
timo.
LA COMMEMORAZIONE
DI CAVALLOTTI.
La Loggia Felice Cavallotti
N T . 527 di Philadelphia, di cui è
Venerabile il Cav. Francesco
Travascio, ha stabilito che la
commemorazione di Cavallotti,
di cui essa si è resa promotrice,
come fu accennato nello scorso
numero del Bollettino, sia pubbli
ca e con biglietto d'ingresso a pa
gamento; e che l'intero introito
vada a beneficio dei profughi del
Veneto.
Pronuncierà il discorso com
memorativo, come già fu annun
ziato, il Grande Segretario Ar
chivista Alfredo Perfilia.
\ isri'À I)KT77;RANDE VEN.
ALLA "GUIDO BACCELLI"
La sera del 29 aprile il Grande
Venerabile visitò la Loggia Gui
do Baccelli N. 6X7 di West Che
ster. Pa.
Il Grande Venerabile si era i d
eato colà nel pomeriggio, ed a In
fu offerto un pranzo in casa del
Sig. Luigi Tavani, interprete di
Coi te e Grande Deputato della
Loggia Goffredo Mameli N. 19:5
di Coatesville. Parteciparono al
pranzo il Grande Curatoi ■ Gioac
chino Cotone, Domenico Di Filip
po della Loggia Galileo Galilei N.
560 «li Phila., un cugino, Giulio,
del Sig. Tavani. 'il Segretario
Archivista della Baccelli. Giu'io
Febo.
Alle ore S pom. il Grand ' Ve
nerabile entrò nella sala, gremita
di fratelli, dove teneva seduta la
Loggia, efu accolto entusia. Li
camente. Termin iti i lavori di
ordinaria amministrazione, egli
pi e. e la parola e si intrattenne a
lungo su diversi argomenti. Si
congratulò anche con la Loggia
per la bella cifra da essa rag
giunta per la sottoscrizione al
Liberty Loan.
CRONACA DELLE LOGGE.
La sera di sabato la comunità
di Bryn Mawr, Pa., is ava la
bandiera ricevuta dal Comitato
per il terzo Liberty Loan, avendo
coperta la (piota di sottoscrizio
ne ad essa assegnata.
Poiché i nostri connazionali,
con a capo i Figli d'ltalia di Bryn
Mawr, avevano partecipato lar
gamente alla sottoscrizione, le
autorità locali invitarono la Log
gia Raffaele D'Aulisse Barbola
no N. 693 a partecipare alla ceri
monia.
Questa ebbe luogo nel parco,
ove prestava servizio d'onore li
na compagnia di soldati con mu
sica ed ove la bandiera fu issata
tra il più grande entusiasmo.
I soci della Loggia D'Aulisse
Barbolano, a cui si erano aggiun
ti anche quelli della Loggia Mon
te Amaro N. 809 di Berwyn,
marciarono ordinatamente per le
principali vie del villaggio, e
quando entrarono nel parco furo
no accolti da vivi e prolungati
applausi. Erano tra essi: il Gran
de Segretario Archivista Alfredo
Perfilia, l'Avv. Domenico Furia,
. Venerabile della Loggia Luigi
Zuppetta No. 675, il Grande De
putato della Loggia D'Aulisse
, Bartolomeo, Antonio Di Stefano,
' e il Grande Deputato della Log
gia Monte Amaro, Antonio Zulli.
Dopo che fu issata la bandiera
parlarono molti oratori del luogo,
ed a nome delle due Logge dei
Figli d'ltalia, in inglese, il fratel
lo Avv. Domenico Furia, il quale
jmise in rilievo la partecipazione
I attiva ed efficace dell'Ordine alla
> sottoscrizione del terzo prestito
-1 amerjcano.
I FAUTORI DI UNA PACE SENZA IMA
Non é da oggi che sulle colonne
dell'Opinione di Philadelphia, un
cori ispondente da Roma, che ri
sponde al nome di Giuseppe Me
negazzo, conosciuto in Italia alla
stessa guisa che il nome del sot
toscritto è noto nei circoli giap
ponesi, ha incominciato una in
degna campagna intesa esclusi
vamente a sabotare la guerra,
fiaccando la resistenza del popo
lo italiano, e a riportare sugli
scudi Giovanni Giolitti, il fami
gerato, campione del parecchio.
E non potendo esplicale questa
nefasta propaganda in Italia, do
ve il censore gli metterebbe il
bavaglio ed iì magistrato un po
chino di giudizio, iì nominato
Aieiu gazzo si sbizzarrisce a riem
pire le colonne dell'Opinione nel
la vana lusinga di ridurre alle
sue idee, o meglio alle idee del
suo padrone che agisce sempre
nell'ombra, l'immensa massa de
gli italiani che vivono al di qua
dell'Oceano.
E non è da oggi che giornali ili
Filadelfia ed anche di fuori han
rimproverato all'Opinione l'ospi
talità che accorda, incondiziona
ta, alla prosa ringhiosa di questo
insoddisfatto, il quale rimpiange
certamente i bei tempi in cui
Giolitti al potere gli era dato
mordere, con affilate zanne, al
l'esca dei fondi segreti; ma il
quotidiano coloniale s'è atteggia
to a giornale magno, ostentando
sempre il più olimpico disprezzo.
Eppure, questo giornale che
decanta bene spesso il suo pa
triottismo, che predica sempre
l'attaccamento alla patria di ori
gine, non dovrebbe accogliere gii
sfoghi di coloro che - in Italia, -
in buona o in mala fede, lavorano
per preparare le basi di una pace
a qualunque costo, sia pure a co
sto della vittoria tedesca.
Ma tutti sanno" che l'Opinione
e germanofila! oramai m'e
scappata fuori la brutta parola
ostrogota e tuie deve essere
pei' la posizione e le relazioni del
suo proprietario.
Naturalmente, oggi che l'Ame
rica è entrata in lotta, evi i pre
para con tutta l'energia e con
tutte le immense risorse di cui
dispone, certe simpatie bisogna
tenerle ben nascoste nei più inti
mi precordi del cuore, ma quan
do l'America era ancora neutrale,
a nessun redattore dell'Opinione
la censura interna permetteva di
scrivere una sola parola di biasi
nio per la Germania. Eppure es
sa Germania s'era già macchiata
di mille delitti! eppure i suoi e
erciti combattevano contro l'l
talia. il cui Governo, con incom
parabile prodigalità, aveva elar
gito tre croci alla famiglia de!
giornale delle otto strade.
La difesa, fatta dall'Opinione,
della latteria germanese Doltìen
ger che aveva licenziato tutti gli
italiani è passata già alla storia!
Ciò premesso, esaminiamo ra
pidamente e sommariamente l'ul
tima, interminabile corrispon
denza di questo illustre Menegaz
zo: Le \ie della pace nella crona
ca retrospettiva.
Egli incomincia col dire che la
vittoria e una parola bella, dol
ci sima, troppo dolce e troppe,
bella ma disgraziatamente come
la aneliamo noi, l'anelano anche
gli imperi centrali; e quindi non
vi può esser forza nè umana nè
divina che possa soddisfare con
temporaneamente questi aneliti.
Cita le parole di Guglielmo Fer
rerò, il quale dice che la immane
guerra che si sta combattendo, è
guerra di esaurimento che farà
cadere il vincitore agonizzante
su! cadavere del vinto; e conclu
de la prima parte affermando
che le democrazie europee do
vrebbero accontentarsi di una
pace senza vittoria, lasciando in
soluto l'enorme problema che si
sta tentando di risolvere, tanto
più che ad esse non rimane oggi
mai per resistere, che di fare as
segnamento sul concorso ama
tissimo e potentissimo di Wilson.
Continuando, il corrispondente
ufficiale dell'Opinione, riassume
tutta la storia delle offerte di pa
ce, che dal blocco delle potenze
teutoniche vennero fatte alle na
zioni alleate, e non osa affermar
lo, ma fa comprendere che que
ste offerte non costituivano uno
inganno, che erano abbastanza
serie e biasima l'lntesa che non
volle trattare in base alle mede
, sime. Cita la prima nota di Wil
son e conclude che dovrebbe es
servi una pace senza vittoria!!....
una vittoria significherebbe una
pace imposta a colui che perde,
le condizioni del vincitore impo
ste al vinto. Essa lascerebbe un
i rancore ed un amaro ricordo sui
Fa quel che devi, avvenga
che può'.
Abbonamento Annuo $ 2.00
Una Copia 3 Soldi
quali 1 iposerebliero le condizioni
della pace medesima e la sua ba
se non sarebbe che una sabbia
molle.
In una parola, se la nefasta po
tenza tede ea venisse fiaccata,
sarebbe una calamita per l'Euro
pa. giacché si avrebbe una nuova
conflagrazione a breve scadenza.
Alla nota del Presidente Wil
>on gli Imperi Centrali aderiro
no, ma si opposero energicamen
te le nazioni dell'lntesa. Più tardi
venne la nota di Benedetto XV.
esortante i Governi ad accordarsi
sopra alcuni punti che gli pare
vano i capisaldi di una pace giu
sta e duratura. Nuova adesione
della Germania e satelliti; nuovo
energico rifiuto da parte dei loro
nemici.
Questa ostinatezza, questa ca
parbietà dell'lntesa, questo rifiu
to ad essere ragionevoli, meravi
glia profondamente il signor Me
negazzo, il quale afferma che la
vittoria appariva sempre più lon
tana per noi, dato che in quell'e
poca la Russia aveva già defezio
nato; era avvenuto già il disa
stro di Caporetto, e non bisogna
va fare soverchio assegnamento
sull'aiuto dell'America, >he po
trebbe sostituire, per efficienza
bellica, l'impero moscovita solo
fra un lustro.
Che fare ornai di fronte alla
madornale incoscienza dell'lnte
sa che correva ad occhi chiusi
verso la catastrofe? Chi interes
sare ancora, dopo i tentativi nau
fragati di due personaggi tanto
autorevoli, <|iiali il Presidente
Wilson ed il Pontefice?
Chi avrebbe salvato le demo
crazie d'Europa? Lo tentò Lord
Lansdowne, ma ebbe anch'esso
un'accoglienza ostile. Eppure co
stui faceva proposte molto serie;
proponeva che le potenze belli
geranti si fossero riunite pei ur
scutere in assemblea intima stil
la base dei quattro principii for
mulati da W ilson, salvo a delibe
rale sulle rivendicazioni davanti
al grande Congresso della pace!...
Il corrispondente da Roma del
l'Opinione fìnge di ignorare o di
non ricordare le antiche minacce
tedesche ed austriache e le re
centi reci e affermazioni del
Conte Czernin, che le aspirazio
ni della Francia sull'Alsazia e Lo
rena e dell'ltalia su Trento e
Trieste sono utopie da pazzi.
* * *
Queste corrispondenze di G\;
seppe Menegazzo, alla stessa gui
sa dei salmi che finiscono tutti in
gloria, concludono >empre edi
tando la figura di Giovanni Gio
litti. Questa volta egli preconizza
che Enrico Ferri farà parte del
prossimo Mini tero costituito
dall'Onorevole Di Dronero.
Noi non desideriamo la morte
di nessuno; ma se Giolitti fosse
scomparso dieci anni prima dalla
scena politica, forse i socialisti
ufficiali e quella parte del clero
ignorante ed intransigente che
sogna ancora il ritorno del potere
temporale, non avrebbero osato
tanto, senza lo candaloso connu
bio coi neutralisti giolittiani ed
all'ltalia, più unita e più concor
de, si sarebbe risparmiato il di
sastro e l'onta di Caporetto.
Noi non desidheriamo la morte
di nes-uno, ma Giolitti ha oltre
passato oramai il 76.0 anno, e
siccome egli non ha il diritto di
vivere quanto Matusalemme, fac
ciamo voti, pei- l'avvenire dell'l
talia. che egli non arrivi ad in
carnare un nuovo Ministero
Come sempre, anche questa
volta il signor Giuseppe Mene
gazzo, corrispondente da Roma
dell'Opinione di Filadelfia, imita
il coccodrillo. Dopo un articolo
eminentemente disfattista di
quattro colonne, da ogni riga del
quale traspare una tedescofilia
indiscutibile, chiude con l'augu
rio e con la speranza che sicco
me giustissima è la causa dell'l
talia, essa venga riconosciuta ta-v
le dalle Assisi internazionali.
Mal si concilia questo augurio
con la pace ad ogni costo; con la
pace senza vittoria. Giuseppe
Menegazzo rimane quale è. e noi
chiudiamo questo articolo colle
parole dell'altro corrispondente
dell'Opinione, Ciammaichella.
Parlando della ritirata di Ca
poi etto egli dice :
Quando su questo disastro \,t
farà la tanto desiderata luce,
molti idoli (leggi Giolitti) do
vranno infrangersi e molte re
sponsabilità verranno fuori. Que
sto sia detto anche per qualche
corrispondente di nostra cono
; scenza il quale, insistendo troppo
, sull'argomento della pace ad o
gni costo, fa opera disfattista an
i che tra gli italiani d'America.
1 Menechino.